Rapporto Aci-Istat. Meno morti sulle strade nel 2009. Il 15,7% sono pedoni. Italia decima tra i paesi più virtuosi dell'Ue

ROMA - Meno morti sulle strade italiane. Rispetto al 2008, nel 2009 le vittime sono diminuite del 10,3% (4.237 morti nel 2009 contro i 4.725 dell'anno precedente; una media di 12 vittime al giorno) e sono calati di numero anche gli incidenti (da 218.963 a 215.504, -1,6%; 590 al giorno) e i feriti (da 310.745 a 307.258, -1,1%; 842 al giorno). Lo rileva il rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali presentato a Roma. Dal 2001, si legge nel rapporto, i morti sulle strade sono diminuiti del 40,3%: rispetto all'obiettivo europeo 2010 (ridurre la mortalità stradale del 50%), l'Italia sale al decimo posto nella lista dei paesi più virtuosi dell'Ue a 27. Nel 2009, luglio è stato il mese "nero" con una media di 705 incidenti e 16 morti al giorno; sabato il giorno con più morti (16,7%) e le 18 l'ora più critica (17.367 incidenti, 297 morti e 24.664 feriti).
A essere maggiormente colpiti sono stati i giovani "under 25" (316 morti e 26.941 feriti tra i conducenti; 183 morti e 19.505 feriti tra i passeggeri). Il maggior numero di incidenti (76%), morti (44,7%) e feriti (72,6%) si è verificato sulle strade urbane, ma i sinistri più gravi sono accaduti sulle extraurbane (5,1 decessi ogni 100 incidenti). La maggior parte degli incidenti (75,2%) è avvenuta tra due o più veicoli. Per quanto riguarda le cause, le principali sono il mancato rispetto delle regole di precedenza (47.095 incidenti; 17,5%), la guida distratta (42.262; 15,7%) e la velocità elevata (30.964; 11,5%).
15,7% MORTI SONO PEDONI - Il 15,7% dei morti sulle strade italiane sono pedoni. L'investimento di pedone rappresenta l'8,6% degli incidenti stradali: nel 2009 si sono registrati 18.472 casi con 611 morti e 20.887 feriti (6,6% del totale). Lo rileva il rapporto Aci-Istat sull'incidentalità stradale, presentato oggi a Roma nella sede dell'Automobile club d'Italia. Il pedone, si sottolinea nel rapporto, "é uno dei soggetti più deboli fra le persone coinvolte" e "il rischio di infortunio causato da investimento stradale è particolarmente alto per la popolazione anziana, più frequentemente coinvolta nel ruolo di pedone sulla strada". Il valore massimo per quanto riguarda i morti si registra nella fascia di età compresa tra 80 e 84 anni (107 vittime), mentre per i feriti in quella tra 70 e 74 anni (1.575). Allo stesso tempo però in 8.097 incidenti si è rilevato un comportamento scorretto da parte del pedone, che ha pesato per il 3% sul totale delle cause di incidente.
MATTEOLI, DATI RIPROVANO BUON LAVORO - "I dati del 2009, resi noti oggi, confermano il sostanziale calo degli incidenti stradali, dei morti e dei feriti e riprovano che il lavoro intrapreso, le azioni e gli atti realizzati per sensibilizzare l'opinione pubblica e le famiglie cominciano a dare effetti positivi": lo afferma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, commentando i dati sugli incidenti stradali resi noti oggi dal rapporto Aci-Istat. "E' evidente - aggiunge il ministro - che molto resta ancora da fare e che l'impegno del governo, delle forze di polizia, delle associazioni e delle famiglie deve proseguire con rinnovata lena, anche alla luce di una percentuale preoccupante di giovani vittime. Fino a quando conteremo anche un solo morto al giorno sulle nostre strade non potremo sentirci appagati". "Credo che il nuovo Codice della Strada, entrato a regime nell'estate scorsa, abbia cominciato a produrre effetti positivi che potranno migliorare con il tempo, ma è ovvio che serve una sempre maggiore sensibilizzazione sul gravissimo fenomeno da parte di tutte le espressioni della convivenza ed uno spirito unanime nell'affrontarlo" conclude Matteoli".
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