sabato 30 gennaio 2010

Chi guida deve imporre l'uso della cintura


In caso di incidente il conducente rischia una condanna per omicidio colposo


Se il passeggero non vuole mettere la cintura di sicurezza, il conducente deve farlo scendere dalla macchina. A stabilirlo è la Cassazione che, con la sentenza 3585 della quarta sezione penale, ha confermato la condanna per omicidio colposo nei confronti di un siciliano che guidava la sua macchina, affiancato da un amico che non aveva allacciato la cintura. A seguito di un incidente il ragazzo morì sbattendo la testa contro il parabrezza. Il tribunale di Agrigento condannò il conducente per omicidio e oggi i supremi giudici hanno confermato la sua responsabilità.

La sentenza - Si precisa, infatti, che «il conducente del veicolo è tenuto, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi la cintura di sicurezza e, in caso di sua renitenza, anche a rifiutare il trasporto o a omettere l'intrapresa della marcia». E «ciò a prescindere dall'obbligo e dalla sanzione a carico di chi deve fare uso della cintura» perché «la colpa altrui non elimina la propria». Aggiunge la Cassazione che «chi è titolare di una posizione di garanzia (come il conducente di un veicolo) deve prevenire le altrui imprudenze e avventatezze e, conseguentemente, uniformare la propria condotta ai comuni canoni di accortezza la cui osservanza era tanto più doverosa costituendo il mancato allacciamento della cintura, di per sé, un pericolo collegato all'uso dell'automobile».

mercoledì 27 gennaio 2010

Pirati della strada: 91 morti e 591 feriti nel 2009


Sono stati 482 i casi di pirateria stradale in Italia monitorati nel 2009 dall’Asaps, Associazione amici della Polstrada. Nel nuovo anno già 11 morti e 42 feriti. Il 75,5% dei responsabili degli incidenti viene smascherato


Roma - Il ritiro della patente e il carcere è un deterrente molto importante. Non ci sono dubbi. Eppure si registrano ancora molti casi, troppi casi di pirateria sulla strada. Il bilancio parla chiaro: sono 482 gli episodi di pirateria stradale osservati dall’Osservatorio il Centauro-Asaps nel corso del 2009. Novantuno persone morte, 592 quelle ferite. Il 75,5% dei responsabili degli incidenti viene smascherato, mentre "solo" il 24,5% resta ignoto. Si tratta quindi di uno dei reati meno "garantiti" in assoluto. I dati saranno illustrati sul numero di febbraio de il Centauro in un articolo intitolato "PiratItalia-Un fenomeno da seguire".

Identificati molti responsabili Nel 2010, alla data del 26 gennaio, l’Osservatorio ha già registrato 38 incidenti con 11 morti e 42 feriti. Continuano a migliorare le tecniche investigative, ma crescono anche la sensibilità e la capacità degli inquirenti, che non tralasciano più alcun particolare. In effetti, su 482 inchieste, 364 hanno condotto all’identificazione del responsabile, arrestato in 173 occasioni (47,5% delle individuazioni) e denunciato a piede libero in altre 191 (52,5%). Su tutti questi eventi pesa, come un macigno, l’ombra dell’alcol e delle droghe: in ben 134 casi (36,8%) ne è stata accertata la presenza, ma è un dato che deve essere accolto con eccessivo difetto per essere considerato "attendibile". Bisogna infatti considerare che la positività dei test condotti è riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, dunque 364 su 482.

Palloncino o narcotest Spesso quando le forze di polizia identificano l’autore non ha più senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest, perchè sono trascorse ore o giorni dall’evento. Gli eventi mortali sono stati 86 (17,8%), mentre quelli con lesioni 396 (82,2%), con 91 vittime e 592 persone finite in ospedale. L’osservatorio prende in considerazione solo gli atti di pirateria più grave, quelli che bucano la cronaca o che i nostri 700 referenti sul territorio selezionano sulla scorta di precisi standard di riferimento.

Di notte e di giorno Il 59,8% degli atti di pirateria - 288 contro 194 - avviene di giorno. Gli episodi osservati sono stati 482, ben 159 in più rispetto ai 323 del 2008: gli eventi abbiano subito una netta crescita, pari al 49,2%. Le vittime mortali sono state 91, rispetto alle 93 del 2008 con un modesto calo del 2,15%, mentre il numero dei feriti ha toccato la cima di quota 592, nel 2008 si era fermato a quota 331, l’incremento in questo caso è notevole +78,9%.

Bambini e anziani Ancora una volta sono le categorie deboli della strada, in modo particolare bambini e anziani, a pagare un prezzo altissimo in termini di mortalità e lesività: 78 sono i minori coinvolti, 62 gli anziani, rispettivamente l’11,4% ed il 9,1%. Tra i minori, quelli di età inferiore ai 14 anni, cioè i bambini, rimasti vittima di questo atto di vigliaccheria stradale sono stati in tutto 31, 5 dei quali rimasti uccisi (5,5%) e 26 feriti (4,4%). I pedoni sono la categoria più tartassata, con 218 eventi: 48 morti, pari al 52,7% dei decessi complessivi, e 195 feriti (32,9%). Infine i ciclisti: 40 gli episodi, con 8 lenzuola bianche (8,8%) e 26 ricoveri (4,4%).
La geografia degli episodi Al primo posto la Lombardia, con 69 casi (14,3%), al secondo il Lazio con 64 eventi (13,3%), e poi Emilia Romagna con 57 (11,8%), seguono Sicilia e Veneto con 38 (7,9%). 2 soli episodi in Basilicata e Friuli Venezia Giulia (0,4%).

L’identikit del pirata Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini di età compresa tra i 18 ed i 44 anni (solo 22 le piratesse, pari al 6%), spesso sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti e per questo decidono di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilità.

I punti sulla patente Hanno rilievo consistente il timore di perdere i punti della patente e lo stesso documento di guida. In netta crescita i casi di veicoli con assicurazioni scadute o addirittura false. Le pene, peraltro, non spaventano il pirata: da sei mesi a tre anni. Solo in caso incidente mortale con fuga si rischia oggi di rimanere per un certo periodo in cella.

domenica 17 gennaio 2010

Auto si schianta contro cancellata: morti 3 giovani

Bergamo - Tre ragazzi sono morti la notte scorsa in un incidente stradale avvenuto a Comun Nuovo, in provincia di Bergamo. Lo scontro è avvenuto poco dopo le 23, lungo un rettilineo. I giovani avevano tra i 18 e i 21 anni. Secondo una prima ricostruzione, il conducente avrebbe perso il controllo del veicolo, che è finito fuori strada, si è ribaltato ed è andato a schiantarsi contro una cancellata.

Una compagnia di sei amici era a bordo di una Fiat Brava quando, secondo una prima ricostruzione, subito dopo un rondò il conducente ha perso il controllo del veicolo, finito fuori strada, contro un albero e, infine, contro la cancellata di un'azienda. Dario Bonacina, 19 anni, di Levate (Bergamo) e Giuseppe Saitta, 20 anni, originario di Catania e residente a Osio Sotto (Bergamo) sono morti sul colpo. Fabio Asperti, 19 anni, di Levate, è morto invece poco dopo in ospedale. Nell'urto, i tre sono stati sbalzati fuori dall'abitacolo e per loro non c'é stato nulla da fare. Il conducente, un 20enne di Levate, è uscito praticamente illeso dallo schianto. Medicato in ospedale, ne avrà per dieci giorni. Il ragazzo è stato sottoposto al test dell'alcol, ma sarebbe risultato negativo.

L'esatta dinamica dell'incidente è ancora al vaglio dei carabinieri. Si tratta di stabilire anche a quale velocità andava il veicolo. Di certo sulla Fiat Brava non possono salire sei persone. Sull'auto viaggiavano anche due ragazze di 18 e 19 anni residenti a Bergamo, rimaste ferite in modo lieve. Sono state ricoverate al Policlinico San Marco di Zingonia (Bergamo) e al Bolognini di Seriate (Bergamo). Il gruppo di amici aveva passato la serata in un bar di Levate a vedere la partita Bari-Inter e si stava probabilmente dirigendo in un altro locale.