
Nel 2008 sono stati 4731 i morti per incidenti stradali, un numero "superiore a tutti i miiltari americani morti nella guerra in Iraq". Lo fa presente il presidente della Fondazione Ania, Sandro Salvati, in occasione del convegno 'Viaggiare sicuri: la vita e' una cosa meravigliosa', che si è tenuto al Meeting di Rimini. 'Ci sono - ricorda - 20mila paraplegici all'anno, 1 milione tra feriti leggeri e gravissimi e costi per la collettivita' di oltre 30 mld di euro. Dai numeri si capisce che e' la piu' grande tragedia nazionale". E, di fronte a questi numeri, "la consapevoleza e' bassa perche' e' una strage a puntate settimanali. Ma lo scorso anno nel controesodo sono morte, nell'ultimo week, end due persone ogni ora: e' chiaro che stiamo parlando di qualcosa di assolutamente drammatico" prosegue Salvati, che lancia una provocazione: "basta chiamare 'incidenti', quelli stradali. Non sono effetto di pura casualita', ma derivano dai nostri comportamenti per l'80% e per il 20% dallo stato delle infrastrutture. Chiamiamole, come fanno in Francia, 'violenze stradali'". E' necessario "provocare un cambio di cultura nei confronti di quella che e' la piu' grande tragedia nazionale".
"La guida distratta - sottolinea Salvati - e' la nuova frontiera del rischio perche' oggi, purtroppo, mentre c'e' l'etilometro che misura l'alcol, non c'e' il 'distrattometro' e tutti noi siamo abbastanza indulgenti con l'uso del telefonino, il ritocco del rossetto, il navigatore. Ma dobbiamo renderci conto che ci sono pericoli subdoli con l'alcol: se controllo, mentre sono in macchina, chi mi sta chiamando al cellulare, e' come se io facessi 90 metri a 110 all'ora bendato". Infine una battuta sul ruolo delle famiglie: "e'
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